il velo
scultura, marmo di Carrara, cristallo, 2026
L’opera scultorea del Maestro Raffaele Mazza, intitolata espressamente "Il Velo", si colloca al vertice dell’arte sacra contemporanea sperimentale come un eccezionale dispositivo di rivelazione mistica, in cui la pietra di Carrara cessa di essere opacità per farsi pura epifania luminosa [perrid-1]. Realizzata attraverso una sfida tecnica e concettuale estrema, la scultura si sviluppa come un imponente pannello verticale interamente mosso da una fitta successione di pieghe organiche e rilievi profondi. Il fulcro assoluto dell'opera risiede nella straordinaria intuizione formale dell'artista: l'aver lavorato il blocco di marmo fino a ridurlo a pochissimi millimetri di spessore, rendendo la materia diafana, permeabile e completamente trasparente alla luce. Questa drastica riduzione millimetrica genera un cortocircuito visivo e sensoriale dirompente che si riallaccia storicamente alla grande tradizione barocca dei maestri del marmo velato, rileggendola tuttavia attraverso una lente d'avanguardia e di profonda astrazione concettuale. La pietra perde la sua connotazione rigidamente minerale e fredda per assumere le sembianze plastiche di un tessuto biologico o di una pergamena antica, dove le profonde nervature simmetriche convergono verso un asse verticale centrale, creando un drammatico effetto chiaroscurale in cui i volumi sporgenti catturano la luce e i solchi scavati trattengono l'ombra. Nel momento in cui lo spessore scende al minimo, la luce cessa di essere un fattore esterno e diventa materia stessa dell'opera, attraversando la pietra per rivelarne l'anima nascosta e i cristalli interni.
Sotto il profilo strettamente teologico, questo processo di dematerializzazione costituisce il nucleo dogmatico attorno a cui orbita l'intero senso del manufatto, offrendo una perfetta traduzione visiva del concetto cristiano di kenosi, ovvero lo svuotamento di sé. Al cuore di questa trama millimetrica si impone il profondo richiamo all'antico mistero del Velo della Veronica, la reliquia della Passione che impresse sulla stoffa il Volto sofferente di Gesù durante la salita al Calvario. Le bruciature cromatiche e le ombre naturali concentrate nella parte superiore della stele evocano proprio le tracce ematiche e i tratti di quel Volto divino che si manifesta attraverso il tessuto. L'artista ci ricorda che Cristo ha assunto su di sé la carne dell'uomo, lasciando la Sua impronta indelebile nella materia del mondo. Al contempo, la scultura evoca con forza il mistero pasquale del Velo del Tempio squarciato e dei teli della Sindone nell'istante esatto della Risurrezione. L'andamento verticale e le pieghe richiamano il lino funerario che avvolse il corpo di Cristo, catturando il momento in cui l'energia invisibile dello Spirito Santo (Ruah) attraversa la roccia del sepolcro, smaterializzando la morte e trasformando l'oscurità della tomba in una sorgente di luce eterna. Con "Il Velo", Raffaele Mazza compie un'operazione che supera la maestria tecnica per farsi vera preghiera scolpita, dimostrando che non esiste durezza materiale o pietra tombale dell'esistenza che non possa essere penetrata, assottigliata e redenta dalla Grazia dell'Eterno.
Informazioni generali
-
Categoria: Scultura / Installazione
-
Eseguita il: 02 agosto 2026
Informazioni tecniche
- Misure: 50 cm x 35 cm x 18 cm
- Tecnica: scultura
- Stile: sperimentale
- Supporto: marmo di Carrara, cristallo
Informazioni sulla vendita
- Disponibile: no
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA246191
- Archiviata il: 01/09/2026
Archiviazione Certificata by Gigarte.com
Si certifica che l'artista Cav. Dott. Raffaele Mazza martedì 1 settembre 2026 ha archiviato la foto dell'opera GA246191 dal titolo "il velo"
Hai bisogno di informazioni?
Vuoi chiedere maggiori informazioni sull'opera? Vuoi conoscere il prezzo o fare una proposta di acquisto? Lasciami un messaggio, risponderò al più presto
