Lo sguardo silente della natura
scultura, Pietra , marmo, 2025
Madre terra, la terra così grezza, ma epicentro del mondo. Fragile come la roccia, che se intaccata si sgretola. Un grido diretto agli uomini. Senza la cura verso madre terra, l'umano rischia l'estinzione così come ogni essere vivente che la natura tanto preserva e fa germogliare. Nulla può esistere senza aria, acqua, terra e fuoco. Gli elementi che primordialmente hanno generato il nostro mondo. Un monito a non essere indifferenti agli avvertimenti climatici.
A cura di Laura Cherubelli.
Con l'opera "Lo Sguardo Silente della Natura", il Maestro Raffaele Mazza realizza un manifesto plastico di sconvolgente urgenza etica e geopolitica, in cui l'arte materica si fa strumento di denuncia ecologica e umanitaria. Il titolo stesso acquisisce una tensione drammatica e conflittuale: non siamo di fronte a una natura passiva o idilliaca, bensì a una forza ancestrale e sovrana che si risveglia dal suo sonno millenario per ribellarsi all'indifferenza dell'umanità contemporanea, che ne sta martoriando la carne attraverso l'inquinamento sistematico, lo sfruttamento cieco e la brutalità delle guerre.Il fulcro drammaturgico della scultura è orchestrato attorno a un potente risveglio antropomorfo. Dalla scorza ruvida, arida e primordiale di un grande masso lapideo, emerge improvvisamente un occhio iperrealistico e monumentale che fissa l'osservatore con un'intensità magnetica e severa. Questo sguardo non è più solo il custode del tempo, ma diventa il tribunale della coscienza universale: è la Terra stessa che apre gli occhi sull'orrore dei conflitti e sui veleni che ne corrompono il suolo, squarciando il silenzio per chiedere conto all'umanità del suo delirio distruttivo. Accanto all'occhio, la mano scolpita che si solleva a protezione del volto non simboleggia un semplice ripiegamento meditativo, ma il gesto istintivo e doloroso della Creazione che tenta di schermarsi dalle macerie, dai bombardamenti e dalla devastazione climatica, testimoniando lo sdegno e la vulnerabilità dello Spirito di fronte alla cecità antropica.La tensione concettuale dell'opera si riflette magistralmente nella lavorazione della pietra. Mazza lascia intatta la corteccia esterna del blocco, graffiata da fessurazioni naturali e fessure calcaree, quasi a mostrare le ferite e le cicatrici che la Terra porta su di sé. Da questa scorza violata si libera la levigatezza fluida delle parti scolpite, segno di una vita interiore che pulsa e rifiuta di essere soffocata dal cemento o dalle logiche di sterminio. Alla base, l'accumulo frammentario di scaglie rocciose spezzate evoca immediatamente l'immagine dei detriti e delle macerie lasciate dalle guerre e dai disastri ambientali. Con "Lo Sguardo Silente della Natura", Raffaele Mazza scuote l'osservatore con un ammonimento visivo di estrema durezza: un grido di pietra che costringe l'uomo a specchiarsi nelle conseguenze delle proprie azioni, ricordandogli che la terra ferita possiede la forza primordiale per destarsi e rivendicare la propria sacralità violata.
Informazioni generali
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Categoria: Scultura / Installazione
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Eseguita il: 05 aprile 2025
Informazioni tecniche
- Misure: 52 cm x 42 cm x 58 cm
- Tecnica: scultura
- Stile: sperimentale
- Supporto: Pietra , marmo
Informazioni sulla vendita
- Disponibile: no
Informazioni Gigarte.com
- Codice GA: GA227638
- Archiviata il: 30/05/2025
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